Il Cashmere è considerato uno dei filati più pregiati al mondo, simbolo di morbidezza, calore e lusso. Utilizzato da secoli per realizzare capi di altissima qualità, oggi è un materiale chiave e pregiato nell’abbigliamento invernale.
Scopriamo in questo articolo la sua storia, i suoi utilizzi principali e le differenze rispetto alla lana comune, così da riconoscerlo e apprezzarlo!
La storia del Cashmere
L’origine del Cashmere affonda le sue radici nelle regioni montuose dell’Asia centrale, in particolare tra India, Tibet, Mongolia e Cina. Il nome deriva dal Kashmir: l’area storica in cui questo filato ha iniziato a essere lavorato e commercializzato in grande quantità già diversi secoli fa.
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Le capre da cui si ricava il Cashmere sviluppano un sottovello finissimo per proteggersi dal freddo estremo. Fin dal Medioevo, questo pelo morbido veniva raccolto, filato e trasformato in scialli leggerissimi, molto apprezzati dalle élite asiatiche e poi europee. Una grande diffusione avviene nel XVIII e XIX secolo, quando i commercianti portano in Europa scialli e tessuti in Cashmere, comportando una domanda crescente tra aristocrazia e borghesia.
Oggi, la produzione principale proviene ancora dalla Mongolia e dalla Cina, mentre l’Italia è uno dei leader mondiali nella filatura e nella produzione di maglieria in Cashmere di altissima qualità.
Mongolia. Fonte: Pexels
Gli usi del Cashmere
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Il Cashmere viene utilizzato in diversi settori, ma trova la sua massima espressione nell’abbigliamento. Grazie alla morbidezza ineguagliabile, alla sua capacità di termoregolazione e alla leggerezza, è ideale per:
maglioni e cardigan;
sciarpe, cappelli e guanti;
cappotti e capi spalla di qualità;
loungewear e abbigliamento confortevole;
accessori come coperte, plaid e stole.
Nel settore dell’arredamento viene usato per plaid e coperte pregiate, mentre in quello del design trova posto in collezioni tessili di alto livello.
Differenza tra Cashmere e lana
Sebbene entrambi siano materiali di origine animale, Cashmere e lana presentano caratteristiche molto diverse:
1. Finezza della fibra
Il Cashmere presenta delle fibre molto più sottili (circa 14-19 micron), mentre quelli della lana sono più spesse e variabili a seconda della razza ovina, della pecora. Sulla pelle è il Cashmere che risulta nettamente più morbido.
2. Calore e termoregolazione
Rispetto alla lana comune, il Cashmere isola fino a tre volte più della lana a parità di peso: questo lo rende caldissimo senza risultare pesante.
3. Peso
La lana tradizionale è mediamente più pesante del Cashmere che è leggerissimo, rendendosi ideale per capi caldi ma sottili.
4. Costo
Il Cashmere è più costoso perché viene raccolto a mano in quantità limitate, circa 100 grammi per capra all’anno. La lana è, invece, molto più abbondante e accessibile.
5. Sensazione sulla pelle
Sulla pelle, il Cashmere risulta morbido, segoso e non provoca la sensazione di prurito rispetto alla lana che può risultare più ruvida.
Conclusione
Il Cashmere è un materiale di qualità, caldo e straordinariamente morbido, perfetto per chi cerca pregiatezza ed eleganza in ogni momento delle stagioni più fredde. Conoscere la sua origine, le sue caratteristiche e le differenze rispetto alla lana ti aiuta a riconoscere un capo di valore e a scegliere il prodotto più adatto alle tue esigenze.
Se hai mai indossato un capo in cashmere, qual è stata la sensazione che ti ha sorpreso di più?
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